lunedì 1 luglio 2013

Metadati & non

Continuano le nuove serie di rivelazioni del Guardian. Adesso, dopo il caso PRISM, il progetto TEMPORA e il progetto CHESS è il turno del progetto STELLAR WIND, progetto di sorveglianza della NSA volto a recuperare tutti i "metadati" contenuti nelle mail elettroniche scambiate nella rete statunitense dal 2001 fino al 2011; il nuovo documento pubblicato descrive le specifiche ufficiali di Stellar Wind: nel particolare sono stati soffiati tutti i valori contenuti nei campi "Cc:", "Da:" e "A:", una pratica a quanto pare approvata dall' amministrazione Bush - in pieno "dopo 11 Settembre" -  e terminata sotto l' amministrazione Obama, nel 2011.

Una rivelazione che coincide con i primi scandali sollevati dal tecnico AT&T Mark Klein, che rivelò la stretta collaborazione con la sua azienda e il Governo Americano.
Edward Snowden, nel frattempo, dopo le false notizie che hanno depistato gran parte di spie e semplici curiosi intrapendenti sulle sue tracce (come la notizia di una sua probabile fuga in Cuba) si dovrebbe trovare nell' aeroporto russo Sheremetyevo a Mosca.

Il ragazzo più ricercato d'America, ex-tecnico della NSA, possedeva due chiavette USB contenenti grandi quantità di informazioni scottanti, qualcuno sostiene trattasi di "conversazioni private" tra esponenti politici europei di rilievo, conversazioni che se si rivelassero fondate incrinerebbero parecchio il rapporto tra la potenza americana e quella europea; il suo contatto al Guardian, Gleen Greenward, continua a far sapere che le informazioni di Snowden rimarranno al sicuro, c'è da chiedersi quanta roba scottante vi sia contenuta in quei dati e che garanzie abbia Snowden nel caso continuasse la sua fuga in territorio Russo. Alcuni sostengono, tramite fonti all'interno di Wikileaks, che una delle due chiavette sia stata portata al Guardian grazie alla complicità di una ragazza, una persona che i servizi segreti inglesi hanno rintracciato e che negherebbe il suo ruolo di "messaggera".

Sta di fatto che gli stessi agenti sono andati alla sede del Guardian per chiedere conto di questa chiavetta e i giornalisti negano di possederla, anzi lasciano il sospetto di averla con un "maybe" di risposta agli agenti.

Allo stato attuale, l'Unione Europea sta ricevendo - o aspettando? - chiarimenti per l'articolo sul Guardian in cui si sostiene che anche l'Europa e soprattutto la Germania venivano spiate; e se già la Francia e la Germania pretendono chiarimenti "sostanziosi", invocando addirittura il blocco completo del libero scambio tra i due paesi, l'Italia rimane in silenzio e in attesa di ulteriori sviluppi mentre la posizione ufficiale rimane sempre quella di "completa fiducia" verso il paese di zio Sam: i servizi segreti  italiani stanno continuando a negare la loro "presunta" collaborazione all'interno di questa faccenda.



domenica 28 aprile 2013

I Link del weekend 27-28 Aprile 2013

Disponibile l'ultima distro Ubuntu, la 13.04. La Canonical ha completato i nuovi lavori sulla nuova distro che non presenta particolari novità dal punto di vista grafico, ma contiene notevoli potenziamenti sulle prestazioni. Inoltre è previsto il supporto del kernel Linux  3.8.0-19.29 (basato sul kernel originario in versione 3.8.8), mentre tra i software e le utility incluse si segnalano Firefox 20, Thunderbird 17, LibreOffice 4.0, e il resto (giochi compresi) facilmente recuperabile dal marketplace gestito da Canonical ("Ubuntu Software Center").


- novità della versione 13.04 - link 1
- critiche alla nuova versione- link 2 
- la versione che verrà, Saucy Salamander- link 3



Google proporrà in Europa un sistema di etichette e un search più flessibile per chi vuole allontanarsi dalla sua indicizzazione e scegliere servizi alternativi ai suoi. La Commissione Europea vaglierà le proposte dell'azienda di Mountain View, che vuole in questo modo rispondere alle accuse di monopolio del mercato.

- le proposte di Google alla Commissione Europea - link 1
- analisi "positiva" - link 2
- analisi "negativa" - link 3


venerdì 26 aprile 2013

i Link del giorno 26 Aprile 2013

Alcuni hacker, riuniti sotto la bandiera"AnonPD", affermano di aver hackerato la mail della cittadina portavoce del MoVimento 5 Stelle Giulia Sarti, e di postarle pubblicamente online se non verrà garantita la trasparenza dei guadagni realizzati con il portale beppegrillo.it (della Casaleggio Associati).

- risposta della presidente della Camera Laura Boldrini: link1
- indagini della Polizia Postale: link2
- dichiarazione di Antonello Soro (Garante Privacy): link3



Due account della nota agenzia di stampa americana American Press sono stati recentemente vittima di un attacco realizzato dalla milizia cibernetica siriana (SEA): è stato manomesso tra questi l'account Twitter @AP_mobile,  ed è stata twittata una breaking news che annunciava un riuscito attacco terroristico alla casa bianca, in cui era rimasto ferito lo stesso presidente Barack Obama.

-la reazione impazzita delle banche: link1
- analisi del peso di Twitter all'interno del mondo finanziario: link2
- ricostruzione (parziale) fornita dall'AP: link3



BadNews, everybody!

Tira una brutta aria in questi giorni nel mercato digitale di Google, la piattaforma lanciata nel 2008 e chiamata "Android Market", per poi essere riprogrammata (disponendo di una fascia utenti più ampia, includendo anche le app Chrome, musica e libri) e chiamata "Google Play".
I ricercatori dell'agenzia di sicurezza Lookout Mobile Security hanno trovato del codice "malevolo" - puro malware - all'interno di ben 32 app, registrate e rivendute all'interno del Google Play da quattro account developer differenti.
La famiglia malware è stata ribattezzata "BadNews" e attualmente si troverebbe, secondo la statistica di download delle suddette app, su 9 milioni di dispositivi android.



Come ci siano riusciti a penetrare le linee guida difensive dello store è un mistero, ammette lo stesso capo della sicurezza di Google Play: queste app all'apparenza non sono nient'altro che giochini, wallpaper e dizionari di traduzione istantanea Inglese-Russo; ma una parte del codice che gira al loro intero, BadNews appunto, fa sì che il dispositivo si colleghi in remoto a qualche server canaglia e scarica al suo interno dati e informazioni sensibili come il codice seriale IMEI e il numero di telefono del malcapitato.



Inoltre, alcune di queste app costringono l'utente - di solito, bloccando l'interfaccia software - a scaricare un secondo programma, AlphaSMS, in realtà un pericoloso trojan che prosciuga l'intero credito dello smartphone applicando un sistema di pagamento costoso ai messaggi in uscita.

martedì 23 aprile 2013

La sicurezza secondo Microsoft

La nuova versione del Security Intelligence Report di Microsoft non lascia dubbi: il peggior nemico della sicurezza nei computer è l'utente stesso. Il rapporto, abbreviato SIRv14, analizza i dettagli e le varie statistiche sui trend che minacciano i propri sistemi operativi, e dentro questo è spuntata una percentuale interessante, il 24%, che quantifica definitivamente le macchine che ancora oggi non sono dotate di antivirus, antimalware o qualsiasi altra protezione contro vari pericoli informatici attualmente presenti in rete: in questo 24% sono presenti tutti quei computer che hanno una probabilità maggiore - circa il 5,5% - di essere colpiti da qualsiasi malintenzionato, dal semplice virus fino al rischio concreto di entrare in una botnet.



Il motivo di tanta pigrizia? Sostanzialmente la "poca voglia" di informazioni sul mondo high-tech, seguita dalla tendenza ad utilizzare le versioni di prova gratuite, i classici "trial" che scadono dopo un periodo limitato di tempo.
Il classico "trojan" perde posizioni, mentre avanza la cavalcata del "software indesiderato" che si autoinstalla nel computer (occhio ai banner che cliccate), da 27,5 arriva ad un sostanzioso 32,2.


Al primo posto di questa "classifica al negativo" vi è l'Egitto, con il 40%, seguito da
- India, 30%
- Russia, 29%
- Stati Uniti, 26%
- Sud Africa, 24%
L'Italia (stranamente) registra un risultato positivo, infatti la media dei sistemi infetti si attesta su 3,2 su 1.000 (la media globale è 6 su 1.000).

L'impegno di Microsoft sul fronte della sicurezza non si limita naturalmente al solo sforzo di analisi e classificazione statistica: la società di Redmond è pronta a salire sul carro dell'autenticazione a doppio fattore (opzionale) per gli account utente, un carro che già ospita Google, Apple e molti altri e che nel caso in oggetto fa rima con interoperabilità (almeno con Google) grazie all'impiego dello stesso standard RFC 6238. Per autenticarsi su un servizio remoto di Microsoft sarà insomma possibile impiegare anche una app per smartphone Android - e viceversa.(fonte: punto-informatico)

lunedì 22 aprile 2013

Questioni di clausole...

Una startup francese, AppGratis, contro il gigante americano Apple. Sempre per questioni economiche, sempre dentro l'universo AppStore. Una tabella pubblicata da Business Insider riporta il listino prezzi che AppGratis proponeva agli sviluppatori - ovviamente affamati di celebrità - per poter mettere a disposizione i propri servizi, una pratica che a lungo andare hanno considerato uno "sgradevole affare" in quel di Cupertino. E per questo è stata cacciata dall'Eden "AppStore".

Questo tipo di servizio, in poche parole, "altera" la reale classifica di download. Il Governo francese si è subito attivato per riportare la startup sotto una prospettiva migliore: infatti secondo il ministro Fleur Pellerin l'azienda applicherebbe soltanto i principi base del marketing, ovvero mettere a disposizione degli sviluppatori i propri servizi un'adeguata pubblicità, mentre per Apple questa era solo degli "sporchi sotterfugi" per offuscare la reale meritocrazia delle app maggiormente scaricate. A quanto pare sarebbe stata applicata la sanzione stabilita da una determinata clausola, la 2.25, che dichiara espressamente la rimozione delle app che promuovo determinate altre app rispetto a quelle promosse da Apple (andando a ledere quindi gli interessi di quest'ultima?).



Per scalare la classifica in Italia occorrono circa 30mila dollari se si desidera finire nella top 5 iPhone, mentre ne bastano 15mila per iPad. Il picco massimo si tocca per gli Stati Uniti: lì per risalire fino al podio occorrono 300mila dollari. Il documento ottenuto da Business Insider mostra nel dettaglio il listino prezzi, se così si può definirlo, che AppGratis proponeva agli sviluppatori per convincerli a comprare i suoi servizi: una pratica che avrebbe l'effetto di alterare la meritocrazia dell'App Store, di fatto modificando le classifiche di vendita grazie alla "potenza di fuoco" degli utenti che hanno installata AppGratis e che decidono di scaricare i software proposti giornalmente. (Fonte: punto-informatico)

Simon Dawlat, il CEO di AppGratis, afferma che l'algoritmo si basa esclusivamente sulla velocità di download, un dato disponibile anche agli inserzionisti, ed è solo in questo modo che viene calcolato la reale app vincitrice, quella che raggiunge facilmente l'appellativo di "app più scaricata".
Inoltre aggiunge "la nostra attività consiste nell'aiutare gli utenti finali a scoprire nuove app, e per farlo abbiamo obiettivi a lungo termine. Stiamo creando una community. Non ci è mai interessato manipolare le classifiche o cose simili".
Una pratica "estremamente brutale e unilaterale, un comportamento non consono per un'azienda di questa dimensione", conclude il ministro Pellerin. C'è aria di Commissione Europea...

domenica 21 aprile 2013

Nuove note condivise

Dopo il lancio di Spotify, avvenuto poche settimane fa, anche il social blogging Twitter sta adattando le risorse a sua disposizione per poter venire incontro ai propri utenti, lanciando un nuovo servizio musicale chiamato Twitter #music.
Notizia lanciata sul blog ufficiale della società, inizialmente #music è stato lanciato sui sistemi iOS (non per Android), ed è disponibile per gli utenti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda.



Questa nuova "parte" del tecnofringuello, sulle prime impressioni, ha dei meccanismi che ricordano il social network Last.fm e MySpace: infatti uno dei obiettivi che intende raggiungere è quello di "promuovere e diffondere la musica di band emergenti", obiettivo che sembra la naturale conseguenza del principio fondamentale del social network, ovvero quello di "condividere i miei interessi, i miei gusti e le mie impressioni"; se poi aggiungiamo anche il meccanismo dei trend tipico di Twitter, ecco che in Twitter #music vedremo le classifiche stilate per popolarità con un meccanismo software sviluppato dal team australiano We Are Hunted.

Inoltre, #music avrà la possibilità di interfacciarsi con iTunes (ecco svelato il perchè del lancio su iOS), e perfino con Spotify e Rdio, utilizzando le credenziali d'accesso utilizzate per accedere ad entrambi i network.
Uno studio condotto dagli analisti di NPD Group ha rivelato che lo store musicale di Apple domina il mercato dei download musicali a pagamento con una fetta del 63 per cento. Al secondo posto c'è Amazon con il 22 per cento. Nonostante l'esplosione dei servizi di streaming, il volume dei download legali statunitensi è cresciuto del 6 per cento alla fine del 2012.

sabato 20 aprile 2013

i dati di Siri




Nuove conferme arrivano dall'azienda di Cupertino, in merito al software di assistenza vocale Siri. Montato su tutti i sistemi iOS a partire dalla versione 4, per rispondere all'inchiesta pubblicata da Wired (e ripresa dagli attivisti dell'ACLU, American Civil Liberties Union) il portavoce di Apple Trudy Muller conferma che i dati raccolti - per migliorare il software - vengono trattenuti nei server per due anni al massimo: tramite un processo per renderli "anonimi" si eviteranno ulteriori incursioni nella privacy delle persone, limitandosi a raccogliere solo le clip vocali e applicare i propri algoritmi di NLP (Natural Language Processing).



Come funziona suddetto processo? Le richieste vocali inviate quando si utilizza Siri vengono automaticamente spediti dei data center di Apple, e da qui viene applicato un codice numerico casuale, ovviamente diverso da un ID utente, che viene disattivato dopo un periodo di circa sei mesi. Apple continua a conservare suddetti file, che serviranno per migliorare le prestazioni del software.



venerdì 19 aprile 2013

Google Glass!

Nella giornata di ieri Google ha reso disponibile la prima versione delle API di Google Glass, il prodotto di punta ammirato nella scorsa edizione del Google I/O. E adesso, mentre la versione 2013 si sta avvicinando, le sperimentazioni informatiche di suddetti prodotti non tarderanno ad arrivare. Piccola postilla: il prodotto deve essere utilizzato esclusivamente dagli "early adopter", ovvero soltanto da quelle persone che hanno fatto specifica richiesta degli occhialini a realtà aumentata avendo sborsato una bella cifra, circa 1.500 dollari.
Quindi, in sostanza, non si dovrà "rivendere, prestare, trasferire o dare il dispositivo a qualsiasi persona terza", niente contrattazioni su eBay e niente spionaggio industriale sottobanco.



Quali sono le specifiche degli occhiali? Google Glass avrà una risoluzione equivalente a quella di uno schermo ad alta definizione posto a circa 2,5 metri di distanza dall'osservatore, una fotocamera in grado di catturare foto (5 Megapixel) e video (720p), supporto per connettività WiFi e Bluetooth, 16 Gigabyte di storage (12 usabili) sincronizzati online con Google Drive, connessione micro-USB per la ricarica.

Esiste già una app per smartphone chiamata "myGlass" che utilizzerà il software mobile Android v. 4.0.3, e aiuterà l'utente a "collegare e sincronizzare" gli occhiali con le funzionalità GPS e SMS del proprio cellulare; inoltre al momento non si potrà "monetizzare" concretamente i download delle applicazioni, quindi niente visualizzazioni di advertising e niente informazioni rivendute a società estranee.



giovedì 7 marzo 2013

Cronache del 7 Marzo 2013

Microsoft condannata per la seconda volta riguardo alla storia del ballot screen. Nel corso del 2011, precisamente tra Maggio e Luglio, chi aveva installato sul proprio computer il sistema operativo Windows Seven con Service Pack 1 poteva navigare su Internet con il browser predefinito, ovvero il famoso Internet Explorer, arrivato ultimamente alla versione 10.
La Commissione Europea ha ufficializzato la multa in 561 milioni di euro, che MS dovrà pagare all'Unione Europea in base alla violazione dell'accordo stipulato precedentemente, accordo che prevedeva l'implementazione di un "ballot screen" che consentisse all'utente di scegliersi un browser (quelli attualmente disponibili sul mercato, quindi Chrome, Opera, Firefox, Safari oltre al classico Explorer).
La Commissione, in particolare, ha quantificato che 15 milioni di utenti Windows non sono passati attraverso il ballot screen, quindi "gli obblighi legalmente vincolanti decisi nei procedimenti antitrust giocano un ruolo importantissimo nella nostra politica di applicazione della legge perché ci permettono di trovare soluzioni rapide ai problemi della concorrenza. Spero che la vicenda spinga le aziende a pensarci due volte prima di valutare l'infrazione dei loro obblighi internazionali", ha dichiarato il vice-presidente della Commissione Joaquín Almunia. Microsoft riconosce l'errore, e l'obbligo formale di includere questo meccanismo di scelta scade nel 2014.



Dotcom è sempre alla ricerca di vendetta, e dopo il colpo burocratico del giudice Kiwi Helen Winkelmann ha messo a segno un altro interessante punto: il Giant Guy potrà denunciare l'agenzia di intelligence neozelandese , la Government Communication Security Bureau (GCSB), che a quanto pare lo avrebbe spiato negli scorsi mesi: secondo la vigente legge in nuova Zelanda i cittadini non dovrebbero essere sorvegliati dalle autorità governative senza un serio motivo, e il founder di Mega è ormai un cittadino neozelandese a tutti gli effetti. Attualmente il suo avvocato Ira Rothken sta vagliando il caso senza l'accesso al materiale raccolto nelle intercettazione, e il suo cliente potrebbe richiedere un risarcimento danni durante il processo per la sua estradizione.



24 ore di sospensione, così hanno deciso i vertici di Facebook nei confronti della pagina del museo francese Jeu de Paume, i cui curatori si sono leggermente contrariati. Il motivo scatenante della sospensione dell'account è la fotografia di nudo artistico - donna distesa a seno nudo - scattata dall'artista Laure Albin Guillot, in occasione della promozione di una retrospettiva. L'immagine stone con lo Statement of  Rights and Responsabilities del sito in blu, in sostanza troppo esplicita.
Nulla di pornografico in queste immagini - si legge in un sintetico comunicato - Crediamo che questi nudi abbiano invece un alto valore artistico" commentano i curatori del museo, collocato nel centro di Parigi. La notizia sembra divertente e curiosa, in realtà ci sono discussioni nel Parlamento Europeo che  cercano di porre dei limiti alla trasmissione di materiale pornografico sul web, e in un'eventuale futuro toccherebbe ai gestori delle piattaforme (in questo caso Facebook) il ruolo di "controllore e censore":
ovviamente un nudo d'artista non dovrebbe essere catalogato come semplice "materiale pornografico".





ultime da Wellington

Alla fine Dotcom tornò, con la sua piattaforma "MEGA" che risorge dagli antichi fasti del passato di MEGAUpload.
Ormai è passato un anno dall'operazione stile "Apocalipse Now" in cui gli Stati Uniti, in collaborazione con la locale polizia neozelandese, mise sotto scatto (nel vero senso del termine), il tipo tedesco e tutto il suo mondo: dai server di Carpathia fino alla villa personale. Tutti i dati contenuti nei server MegaUpload furono sequestrati, con rammarico di chi aveva riposto i propri dati in buonafede, soprattutto materiale didattico o semplici file personali.
In fin dei conti, MegaUpload rappresentava la prima vera piattaforma di file sharing testata e "a prova di bomba" dell'intera rete.

Tralasciando tutto quello che è successo in un anno, ci sono operazioni legali in corso a Wellington, tutto gioca sull'estradizione di Dotcom (the giant guy), il co-founder di MegaUpload Mathias Ortmann, Finn Batato e Braw van der Kolk. Tutti assistiti dall'avvocato Ira Rothken, e proprio da un anno c'è un tira e molla per quanto riguarda i documenti e i file raccolti dal Boreau statunitense che condusse l'attacco lo scorso Gennaio. Precisamente quei documenti che l'accusa dovrebbe fornire alla difesa affinchè quest'ultima possa preparare una difesa adeguata per i suoi assistiti. Inizialmente il giudice neozelandese Helen Winkelmann rifiutò la richiesta della difesa nell'avere accesso a questi file, richiesta che venne accolta a maggio dal giudice David Harvey: gli Stati Uniti, quindi, dovevano fornire questa documentazione.

E' spuntato un altro piccolo problema: l'accusa si può rifiutare di fornire questa documentazione poichè non è obbligata, proprio perchè non c'è un reale processo in corso. Eh? nessun processo? Già, proprio così: secondo la burocrazia locale la richiesta d'estrazione non ha il "peso giuridico" di un vero e proprio processo, quindi non se ne fa nulla. Insomma, questa puntata finisce con il Giant Guy che annuncia il ricorso alla corte suprema neozelandese.

martedì 15 gennaio 2013

c'eravamo tanto cercati

Ieri il sito social per eccellenza ha lanciato una delle sue prime conferenze del 2013. L'attesa era palpabile già da diverso tempo, soprattutto tra gli ingegneri della rivale Google: attesa ripagata con una delle armi che andrà a contrastare la ricerca formale di Mountain View (arricchita ultimamente con un innesto semantico) e andrà a prendere il titolo di Graph Search.

Il nuovo algoritmo di ricerca si basa esclusivamente sui dati - e sulle connessioni - di cui Facebook ormai detiene il controllo: il grande ammasso di 'like' e di immagini che noi tutti condividiamo quotidianamente sia con amici che con datori di lavoro, parenti, nemici, giornalisti e altro; proprio da questi dati l'algoritmo andrà a soddisfare una ricerca mirata, rispondendo a particolari domande come 'che tipo di locali frequentano i miei amici a Bologna' e altre tipologie di ricerca simili.
Le ricerche della Graph Search saranno integrate con altre risposte integrative fornite da Bing, visto che Microsoft detiene l'1.6% delle azioni della società.

Per adesso il prodotto è stato formalmente annunciato, ma tuttavia è possibile iscriversi ad un'apposita lista d'attesa che consentirà a determinati utenti di testare in diretta l'algoritmo presentato da boss Zuckerberg.
Il titolo in Borsa, però, non sembra gioire dell'annuncio poiché le azioni hanno perso lo 0.90%.

venerdì 12 ottobre 2012

12 Ottobre 2012

Il settore mobile e' quello che risulta piu' a rischio, secondo il report stilato dall' Agenzia Europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA). Nel documento reso pubblico sono stilati tutti i dettagli tecnici dei 51 casi di "malfunzionamento tecnico": dei 29 paesi presi in esame durante il periodo del 2011 solo 9 paesi hanno dichiarato di non aver avuto problemi, mentre 11 paesi hanno affrontato "problemi interni" e altri 9 devono ancora implementare il sistema di rilevazione.
I danni riportati dai paesi implicavano anche la momentanea interruzione dei servizi, tutti riguardanti sei categorie in particolare, dalla telefonia (fissa e mobile) passando per i servizi di messaggistica ed email; nel report sono riportati inoltre tutte le tipologie dei disservizi, tra cui spuntano anche le "vendette personali" degli ex-dipendenti delle aziende di telecomunicazioni.

Il fair-use angloassone e' ampiamente applicato nell'opera di digitalizzazione portata avanti da Google Books e da vari atenei statunitensi, come la Cornell University. A deciderlo e' stato il giudice che si occupava del caso sollevato dalla Authors'Guild, l'associazione americana degli scrittori che non giudicava corretto il lavoro svolto da un'organizzazione, la HathiTrust gestita dall'Universita' del Michigan, volto proprio alla digitalizzazione di 10 milioni di opere (di cui il 73% soggetto a vincoli di copyright).
A convincere pienamente il giudice di New York della sua decisione e' stato il testo di legge Americans With Disabilities Act (ADA), volto a tutelare i cittadini disabili consentendo loro di consultare i contenuti delle biblioteche nel corso dei loro studi.
L'utilizzo della versione elettronica delle opere rientra pienamente nel concetto di fair use.

IL Governo Inglese e' leggermente arrabbiato con Facebook per via della "scappatoia fiscale" utilizzata dal colosso informatico, ovvera far passare la maggior parte delle operazioni finanziarie sul suolo irlandese dove le trattenute d'imposta solo piu' basse rispetto al Regno Unito; in definitva la piattaforma ha sganciato solo 238mila sterline (280mila euro) invece di 175 milioni di sterline, ovvero 220 milioni di euro.
Per il Governo Inglese questa operazione corrisponderebbe al "guidare una macchina senza pagarne il bollo".


lunedì 1 ottobre 2012

Telesorveglianza americana, scisma digitale Iraniano e pulizie di Mountain View

Il grande occhio degli Stati Uniti si allarga, specialmente nel settore delle telecomunicazioni. I dati riportati dalle varie agenzie statunitensi parlando di un aumento della telesorveglianza del 361% dal 2009 al 2011, e l'ultimo episodio che ha scatenato l'opinione pubblica è stata la mole di documenti che il Department of Justice (DoJ) ha consegnato agli attivisti di American Civil Liberties Union (ACLU), documenti richiesti da quest'ultimi come diritto acquisito dalle predisposizioni legislative del Freedom of Information Act; da notare come lo stesso governo di Washington non abbia resi pubblici i dati contenuti nei documenti del Dipartimento di Giustizia nel 2011.
D'altro canto, chi si occupa appunto di intercettazioni sottolinea l'importanza cruciale di questi dati nella lotta al terrorismo.

E l'Iran probabilmente non verrà mai realizzata la possibilità di un'occhio "personalizzato", in quanto il progetto dello scisma digitale sarà spostato a tempo indeterminato. I motivi per cui il paese arabo vuole disconnettersi dalla rete globale sono molteplici: si spazia dai motivi culturali - come mostrato dai 14 minuti di Innocence of Muslim postati su Youtube - ai motivi politici: come dimenticarsi di StuxNet, il virus infiltratosi nella rete iraniana per creare non pochi problemi agli ingegneri nucleari e, di conseguenza, all'intero progetto del nucleare iraniano?
Inoltre, come afferma Hussein Garrousi, membro della commissione parlamentare per le attività industriali, lo scisma digitale verrebbe notevolmente ostacolato dagli oltre 34 milioni di citizien iraniani.

Nel frattempo arie di pulizie per Google, che porta a 60 i servizi accorpati o eliminati dalle piattaforme. Adesso è il turno di picasa, integrata in Google Drive, mentre saranno accorpati anche Places Directory (il programma smartphone che ti permetteva di trovare luoghi interessanti a seconda della posizione GPS in cui ti trovavi, adesso lo stesso servizio è reperibile su Google Maps) e lo strumento Features +1 per gli sviluppatori, che potranno utilizzare in alternativa gli strumenti di Google Analytics.


domenica 30 settembre 2012

guerra brevettuale, mon amour

Eric Schmidt, chairman di Google, in occasione del suo viaggio in Corea del Sud per la promozione del Nexus 7 (nuovo prodotto di punta Google nel settore tablet), ha confermato il pensiero politico dell'azienda nei confronti della vera e propria "guerra" dei brevetti: questa reca solo danni e, in questi casi, rallentamenti nel sistema dell'innovazione aziendale e limitazioni nella scelta del consumatore finale. La dichiarazione rappresenta una lieve stoccata nei confronti dell'azienda nemica/amica Apple, che proprio con la coreana Samsung a fine Agosto ha ottenuto una delle vittorie più schiaccianti che farà anche storia giuridica negli anni a venire; in particolare sono stati oltre 200.000 brevetti ad essere stati rilasciati negli ultimi anni e 17 volte il robottino androide è stato condannato per aver copiato brevetti altrui, 13 appartenenti proprio alla mela.

Il 14 settembre era proprio uno dei fondatori della Apple a tuonare contro la sentenza milionaria della Apple: Steve Wozniak, infatti, odia a morte la questione brevettuale, e ai ragazzi di Bloomberg ha spiegato la sua concezione di mondo in cui la gente realizza tranquillamente le sue invenzioni con le invenzioni degli altri - come nella visione di Schmidt- per far avanzare senza freni l'innovazione tecnologica. Chissà se nel frattempo sia stato accontentato dalle prestazioni dell' iPhone 5, soprattutto per quanto riguarda la fotocamera integrata: sotto questo punto di vista, a quanto pare, il Galaxy SIII e la Razr della Motorola sono meglio di quella dell' iPhone 4S.

lunedì 10 settembre 2012

Glassgate conclusa e nuove batterie al litio flessibili

E' Sempre l'iPhone 4s a finire nel mirino dei consumatori, sia nel bene che nel male: quella che è stata denominata "Glassgate", ovvero la Class Action basata sulla funesta statistica secondo cui l'82% degli schermi Apple si rompa con troppa (sospetta) facilità, è giunta al termine con la sentenza del giudice di San Josè Davila. La ragione è dalla parte della società di Cupertino in quanto è normale che un prodotto di questo tipo si possa rompere; il giudice Davila,inoltre, ha stabilito che la class action portata avanti dalle associazioni dei consumatori non abbia fornito alla corte prove rilevanti per effettuare una sentenza positiva nei loro confronti, anche se dal sito della casa madre si possa leggere che il prodotto risulta essere "30 volte più duro e 20 volte più rigido della plastica".

E sei dogmi dei futurologi decretano che l'elettronica del futuro dovrà essere alquanto elastica, l'azienda sudcoreana LG non si fa cogliere impreparata: una nuova generazione di batterie al litio "flessibili" sarà in futuro prodotta e destinata ai consumatori: negli esperimenti mostrati al pubblico i ricercatori hanno caricato con questi primi prototipi un iPod Shuffle e acceso uno schermo.

martedì 4 settembre 2012

Falsi Like, Tablet militari, Bruce Willis vs iTunes e hacktivisti

Gli Hacktivisti tornano alla carica, e stavolta prendono di mira l'FBI. Pubblicato un file curioso sulla piattaforma Pastebin: un file, NCFTA_iOS_devices_intel.csv, sottratto dal computer Dell Vostro appartenente all'agente federale Christophe Stangl (supervisione nella Cyber Action Team) e contenente oltre 1 milione di identificativi unici UDID di altrettanti utenti Apple. La domanda che sorge spontanea è "perchè mai l'FBI tiene questo tipo di informazioni, e perché Apple cede così la privacy dei suoi utenti?" A molti verrebbe subito chiara la risposta, ovvero identificare più facilmente certi soggetti che partecipano a certe manifestazioni come la recente Occupy Wall Street.

Nel frattempo aria di controllo in casa Samsung sul territorio cinese, nel particolare un'azienda che si occupa della costruzione hardware dei suoi prodotti. L'azienda in questione è la HEG Electronics, accusata dagli attivisti di China Labor Watch (CLW) di sfruttare dei lavoratori minorenni. I vertici del colosso si sono azionati mandando degli ispettori che hanno avviato un controllo a tappeto di tutte le risorse umane e interrogando gli operai che stanno compiendo ancora degli studi. Il risultato è che non vi è nessun minorenne a lavoro ma ci sono delle condizioni lavorative esasperanti, come oltre nove ore di straordinari alla settimana e nessun controllo sanitario; per queste ragioni Samsung ha intimato all'azienda di rivedere immediatamente la politica lavorativa interna, pena l'annullamento di ogni contratto lavorativo.


Perché il popolare attore Bruce Willis si è incazzato con Apple? A quanto pare i quotidiani britannici The Sun e Daily Mail hanno pubblicato la notizia riguardante una possibile denuncia dell'attore in merito al contratto iTunes, in quanto l'attore non possiede il diritto di trasmettere la sua collezione di file musicali su iTunes ai propri figli. Perché? La risposta è semplice: l'utente che compra musica sulla piattaforma musicale della mela possiede solo il "diritto di ascoltarla", non possiede direttamente il file, e proprio per questo da contratto l'utente non può dare il diritto di trasmissione del file ad un soggetto terzo.
Tuttavia, la stessa moglie di Willis nel suo profilo Twitter ha smentito la notizia, ma la polemica rimane.

Il Security Team di Facebook rimane sempre vigile riguardo al problema dei "falsi like" sul social blu. I falsi like in questo caso corrisponderebbero a spam puro, e inoltre favorirebbero delle pagine rispetto alle altre in maniera fraudolenta; il fenomeno del likejacking tuttavia sembra essere smorzato dal nuovo algoritmo elaborato proprio dal gruppo sicurezza, che permetterebbe l'eliminazione di tutti quei "like" che sarebbero riprodotti in maniera automatica. Già nel passato si sono verificati degli episodi simili a scopo di lucro, come quello della società Delaware Adscend Media che aumentava i propri like per aumentare le pagine promettenti la visione di "contenuti incredibili". In atto di processo la stessa società ha patteggiato per 100.000 dollari.

E in Russia stanno per scendere in campo le nuove tavolette militari con sistema operativo Android, modificato ovviamente per l'occasione togliendo di mezzo le comunicazioni di servizio verso i server Google e l'impossibilità di scaricare applicazioni terze.
Il Tablet e relativo sistema operativo modificato è stato prodotto dalla società russa NRNU MiFi, che produrrà anche una versione dello stesso tablet per civili, ma con la differenza che le applicazioni saranno scaricabili solo da un "market interno" e non dal Google Play ufficiale; nel frattempo nello stesso Google Play è sparita nuovamente l'applicazione GrooveShark che permetteva la possibilità di uno streaming musicale online. La stessa applicazione era già stata cancellata e successivamente ripristinata poiché mancavano i diritti di licensing di molti brani musicali.

lunedì 3 settembre 2012

arresto per Gottfrid Svartholm, chiusura di FileSonic e FinFisher

il tempo delle manette è scattato anche per l'ultimo dei 4 "pirati" che contribuirono alla nascita del tracker BitTorrent più famoso di tutti i tempi: The Pirate Bay. Oggi è stato arrestato a Phnom Penh dalle autorità cambogiane Gottfrid Svartholm, e a quanto si sta ricostruendo sui forum di tutto il mondo (almeno quelli considerati attendibili) il programmatore sarebbe stato rintracciato grazie ad un colloquio effettuato con Kit Hargreaves per conto di una società informatica; un lavoro tuttavia durato poco poichè lo stesso Svartholm ha forti problemi di droga.
Attualmente si trova sempre in Cambogia, in condizioni non proprio ospitali, e si sta cercando di formalizzare un accordo tra la Svezia (la nazione in cui è avvenuto il processo per pirateria a carico dei quattro e che ha spiccato il mandato di arresto internazionale) e la Cambogia.

E chiude anche i battenti come effetto domino FileSonic, la piattaforma di condivisione file gestita da una società delle isole Seychelles, la Renovatio Management Limited. Il cyberlocker era tra i primi 10 servizi più utilizzati al mondo e da oggi il dominio .com risulta inaccessibile a livello planetario. Tutta colpa di un'operazione a livello DNS che ha tranciato di netto tutti gli accessi verso la piattaforma, ma come dimostra un grafico elaborato dalla società Alexa sembra che il crollo di visitatori verso la piattaforma di condivisione file (sulla falsariga di Megavideo) sia avvenuta prima del taglio dei ponti DNS.

Non se la passano neanche bene i tecnici della società britannica GammaGroup, quelli che hanno sviluppato gli strumenti spyware/trojan utilizzati anche dai regimi arabi: a quanto pare è stato rubato recentemente una copia dimostrativa del loro ultimo prodotto chiamato FinFisher, uno strumento che permette oltre il controllo da remoto di smartphone anche la registrazione di conversazioni e il caricamento instantaneo su server designati. Un prodotto niente male che i tecnici assicurano essere "limitato" per via della sua natura dimostrativa; non dello stesso parere gli esperti di sicurezza impegnati nel recupero e nel rintracciamento del prodotto attualmente in mano sconosciute che, stando ai primi risultati, risultano già operativi e "non proprio" ad azione limitata.

In Cina torna in libertà l'attivista cinese Wang Xiaoning, che nel lontano 2002 scrisse una serie di articoli contro il Partito Comunista tra cui la frase "Senza un vero sistema multi-partitico, elezioni libere e separazione dei poteri sono solo parte di riforme politiche del tutto fraudolente". La moglie Yu Ling è stata vicina al marito in tutti questi anni, denunciandone anche i maltrattamenti in carcere, e proprio in questi anni ha raccolto molte prove che giudicano il portale Yahoo! come collaboratore nel processo di identificazione di Xiaoing; l'attivista allo stato attuale non potrà godere di diritti politici per altri due anni.

In gran Bretagna la BBC ha stretto accordi con Google per permettere il supporto Flash nell'ultima distribuzione Android, Jelly Beans, grazie all'utilizzo di un plug-in che gli utenti potranno scaricare dal Google Store e installare sui propri dispositivi; mentre esistono problemi di sicurezza per Sun visto che Adam Gowdiak, ricercatore di Security Explorations, ha trovato un bug all'interno della patch rilasciata nei giorni scorsi: in combinazione con altri bug segnalati nello scorso Aprile si potrebbe aggirare i meccanismi di sicurezza della sandbox e penetrare nel sistema. La prossima update è prevista il 16 Ottobre 2012.

domenica 2 settembre 2012

update Java, social d'emergenza e dubbi pubblicitari...

L'azienda di Java, la Sun, ha rilasciato nei giorni scorsi una patch che risolve alcuni problemi strutturali del pacchetto Java, visto che alcune società di sicurezza informatica avevano informato utenti e aziende dell'esistenza di alcuni bug che permettevano l'organizzazione di attacchi "zero-day"; situazione talmente pericolosa che Mozilla stessa consigliava gli utenti a "disattivare la Virtual Machine per rendere i PC più sicuri". In definitiva sono state risolte oltre al problema principale altre tre piccole falle, ma dagli esperti del settore si è alzato un coro unanime nell'indicare l'atteggiamento scorretto di Sun, accusata di immobilismo e di ritardo nel risolvere una situazione che conosceva già da mesi.

In Giappone l'Agenzia per la gestione delle emergenze, dopo aver visto l'uso e l'utilità dei social network durante le situazioni di crisi, sta prendendo accordi con il capo di Twitter in terra nipponica James Kondo e con altri giganti del settore come Yahoo!, Mixi (un social molto attivo nello stesso Giappone) e Line, una gestore di chat di gruppo. L'eventuale gestione congiunta social dovrebbe attivarsi immediatamente appena si verifichi il bisogno immediato di condivisione delle informazioni utilizzando la WiFi di supporto, e i trend relativi ai singoli individui saranno messi subito in evidenza: ad esempio tramite l'hashtag #survived l'utente indicherà il suo stato di salute e la sua attuale posizione.

Nel frattempo l'advertising ha dei nuovi strumenti a disposizione, almeno nel mondo di Facebook: già preso di mira dagli attivisti riguardante la privacy degli utenti, alcuni di essi affermano che lo strumento denominato "Power Tool" utilizzi impropriamente i dati degli utenti per strutturare una pubblicità fatta su misura per gli utenti. La domanda è come funziona questo strumento, e dove trova le informazioni per svolgere questo lavoro? La risposta di Menlo Park non si è fatta attendere: Power Tool non va ad intaccare la privacy di nessuno ma sfrutta soltanto i dati che l'utente decide di autorizzare a trattare.
Stesso meccanismo del rivale Twitter, che studia la pubblicità mirata studiando i tweets dei singoli utenti, nonché le tipologie dei propri followers e le persone che egli stesso sta seguendo.

Ed è proprio Twitter che attua un radicale cambiamento nei suoi meccanismi aziendali (alcuni la bollano come la mossa finale della sua strategia autarchica"), visto che a breve entrerà in vigore un programma, il " Twitter Certified Products Program" che assegnerà un marchio di garanzia alle applicazioni basate sulle sue API. In pratica ci sarà una sorta di smistamento tra gli sviluppatori, e chi si meriterà il certificato di garanzia di Twitter avrà una visibilità garantita all'interno del social, un "premio" che attesterà il fatto che lo sviluppatore non sia andato "fuori" le politiche aziendali del fringuello.

E nel mondo tecnologico arriva una novità interessante, utopizzata inizialmente da Nikola Tesla e attuata da Intel: il chipmaker di Santa Clara sta sviluppando una tecnologia che permetterà la trasmissione e la ricezione di energia elettrica, con lo sviluppo congiunto dell' Integrated Device Technology (IDT). Il meccanismo alla base sarebbe l'induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo.

mercoledì 22 agosto 2012

algoritmi vs reply girls!

Cambiamenti in vista per quanto riguarda gli algoritmi di indicizzazione su Youtube: scompariranno infatti i tag dei video. In realtà, fanno sapere dall'azienda, i tag continueranno ad esistere ma solo in forma privata, ovvero visibili durante il caricamento sotto forma privata. Questo è solo una piccola modifica dovuta ad alcuni fenomeni di "aggiramento" dell'indicizzazione manuale dei video ad opera dei soliti furbetti del quartierino digitali, o per meglio dire "furbette".

Infatti è nato da diversi mesi l'affare delle "reply girl", ovvero ragazze che mettono in risalto le proprie grazie per accaparrarsi l'interesse degli utenti e quindi salire il ranking in base ai click altrui effettuati. Per sistemare meglio il fenomeno e restituire un ranking più equilibrato i programmatori hanno aggiunto al codice altre variabili come il tempo effettivo di visualizzazione dell'utente, in modo da quantificare il reale interesse di quest'ultimo sul video visualizzato.
Perchè nasce il fenomeno "reply girl"? Su youtube si sfrutta un meccanismo stile "adwords", ovvero l'utente percepisce una percentuale di guadagno da condividere con l'azienda che ti mette a disposizione il servizio (Google), quindi se io clicco su un video di una reply girl vuol dire che aumenterò di una posizione il suo video poichè sarò uno dei tanti "possibili interessati" al contenuto del video, quindi è possibile fonte di guadagno per l'azienda e per la reply girl che crea il video.

I programmatori, tuttavia, richiedono esplicitamente ai creatori di video di continuare a riempire le caselle dei tag: allo stato attuale è la fonte migliore per l'applicazione degli algoritmi.