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domenica 21 aprile 2013

Nuove note condivise

Dopo il lancio di Spotify, avvenuto poche settimane fa, anche il social blogging Twitter sta adattando le risorse a sua disposizione per poter venire incontro ai propri utenti, lanciando un nuovo servizio musicale chiamato Twitter #music.
Notizia lanciata sul blog ufficiale della società, inizialmente #music è stato lanciato sui sistemi iOS (non per Android), ed è disponibile per gli utenti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda.



Questa nuova "parte" del tecnofringuello, sulle prime impressioni, ha dei meccanismi che ricordano il social network Last.fm e MySpace: infatti uno dei obiettivi che intende raggiungere è quello di "promuovere e diffondere la musica di band emergenti", obiettivo che sembra la naturale conseguenza del principio fondamentale del social network, ovvero quello di "condividere i miei interessi, i miei gusti e le mie impressioni"; se poi aggiungiamo anche il meccanismo dei trend tipico di Twitter, ecco che in Twitter #music vedremo le classifiche stilate per popolarità con un meccanismo software sviluppato dal team australiano We Are Hunted.

Inoltre, #music avrà la possibilità di interfacciarsi con iTunes (ecco svelato il perchè del lancio su iOS), e perfino con Spotify e Rdio, utilizzando le credenziali d'accesso utilizzate per accedere ad entrambi i network.
Uno studio condotto dagli analisti di NPD Group ha rivelato che lo store musicale di Apple domina il mercato dei download musicali a pagamento con una fetta del 63 per cento. Al secondo posto c'è Amazon con il 22 per cento. Nonostante l'esplosione dei servizi di streaming, il volume dei download legali statunitensi è cresciuto del 6 per cento alla fine del 2012.

domenica 2 settembre 2012

update Java, social d'emergenza e dubbi pubblicitari...

L'azienda di Java, la Sun, ha rilasciato nei giorni scorsi una patch che risolve alcuni problemi strutturali del pacchetto Java, visto che alcune società di sicurezza informatica avevano informato utenti e aziende dell'esistenza di alcuni bug che permettevano l'organizzazione di attacchi "zero-day"; situazione talmente pericolosa che Mozilla stessa consigliava gli utenti a "disattivare la Virtual Machine per rendere i PC più sicuri". In definitiva sono state risolte oltre al problema principale altre tre piccole falle, ma dagli esperti del settore si è alzato un coro unanime nell'indicare l'atteggiamento scorretto di Sun, accusata di immobilismo e di ritardo nel risolvere una situazione che conosceva già da mesi.

In Giappone l'Agenzia per la gestione delle emergenze, dopo aver visto l'uso e l'utilità dei social network durante le situazioni di crisi, sta prendendo accordi con il capo di Twitter in terra nipponica James Kondo e con altri giganti del settore come Yahoo!, Mixi (un social molto attivo nello stesso Giappone) e Line, una gestore di chat di gruppo. L'eventuale gestione congiunta social dovrebbe attivarsi immediatamente appena si verifichi il bisogno immediato di condivisione delle informazioni utilizzando la WiFi di supporto, e i trend relativi ai singoli individui saranno messi subito in evidenza: ad esempio tramite l'hashtag #survived l'utente indicherà il suo stato di salute e la sua attuale posizione.

Nel frattempo l'advertising ha dei nuovi strumenti a disposizione, almeno nel mondo di Facebook: già preso di mira dagli attivisti riguardante la privacy degli utenti, alcuni di essi affermano che lo strumento denominato "Power Tool" utilizzi impropriamente i dati degli utenti per strutturare una pubblicità fatta su misura per gli utenti. La domanda è come funziona questo strumento, e dove trova le informazioni per svolgere questo lavoro? La risposta di Menlo Park non si è fatta attendere: Power Tool non va ad intaccare la privacy di nessuno ma sfrutta soltanto i dati che l'utente decide di autorizzare a trattare.
Stesso meccanismo del rivale Twitter, che studia la pubblicità mirata studiando i tweets dei singoli utenti, nonché le tipologie dei propri followers e le persone che egli stesso sta seguendo.

Ed è proprio Twitter che attua un radicale cambiamento nei suoi meccanismi aziendali (alcuni la bollano come la mossa finale della sua strategia autarchica"), visto che a breve entrerà in vigore un programma, il " Twitter Certified Products Program" che assegnerà un marchio di garanzia alle applicazioni basate sulle sue API. In pratica ci sarà una sorta di smistamento tra gli sviluppatori, e chi si meriterà il certificato di garanzia di Twitter avrà una visibilità garantita all'interno del social, un "premio" che attesterà il fatto che lo sviluppatore non sia andato "fuori" le politiche aziendali del fringuello.

E nel mondo tecnologico arriva una novità interessante, utopizzata inizialmente da Nikola Tesla e attuata da Intel: il chipmaker di Santa Clara sta sviluppando una tecnologia che permetterà la trasmissione e la ricezione di energia elettrica, con lo sviluppo congiunto dell' Integrated Device Technology (IDT). Il meccanismo alla base sarebbe l'induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo.

venerdì 12 agosto 2011

In quel di Londra...

Scontri a Londra, e i social network secondo New Scotland Yard hanno "influito sui fatti di violenza verificatosi". Su questa affermazione nei giorni scorsi il Parlamento inglese si è concentrata, pensando seriamente al "blocco" proprio di queste reti.
Secondo David Cameron "il grande flusso di informazioni che permettono può essere utilizzato nel bene o nel male, e in questo caso è opportuno bloccare i social network". E per fare questo, in queste ore si starebbe preparando una strategia (contattando proprio tutti, dalle aziende del settore fino ai servizi segreti) proprio per ottenere questo obiettivo, giudicato determinante in casi come questo.
Le regole basilari della democrazia però impediscono il blocco degli account senza la decisione dei giudici, così come lo è sospendere il servizio intero. Così verrebbero puniti tutti quanti (per colpa di un utente su mille che usa il social network per scopi non convenzionali), e inoltre per avere notizie sul centro degli scontri bastava sintonizzarsi sulla BBC.
I social network incriminati in questa storia sarebbero due (tra gli altri): BlackBerry Messender e Twitter.

La seconda in particolare, tramite il suo co-fondatore, ha dichiarato di non voler chiudere nessun account dai suoi server. In queste storie la polizia e l'intelligence starebbero monitorando proprio i social network alla ricerca di notizie o di prove incriminanti, in particolar modo scandagliando anche servizi come TwitPisc, un servizio online di scambio immagini, in cui alcuni dei saccheggiatori avrebbero caricato foto della refurtiva, frutto dei saccheggi di queste notti.

E se dalla rete escono i "cattivi", i "buoni" non sono da meno: si stanno organizzando dei gruppi proprio per aiutare le persone in difficoltà e aiutando le autorità nella ricerca dei responsabili.