Ieri Google ha presentato tramite un post sul suo blog ufficiale (e re-postato in quello specifico sul search)"Knowledge Graph", il prototipo di quello che si programma essere come "progetto di ricerca semantica" in cui query e stringhe non sono più viste solo come un insieme di bit, ma veri e propri oggetti(things) collegati tra loro tramite una fitta rete di relazioni.
Tutto nasce nel corso degli anni precedenti, in cui l'azienda di Mountain View ha raccolto e immagazzinato dati derivanti dalle ricerche di ogni utente che ne richiedesse il servizio formando così un mostro di 500 milioni di things, organizzati secondo 3.5 miliardi di attributi.
Dal punti di vista grafico il progetto dovrebbe avere le stesse caratteristiche del design di Bing, in cui nella parte centrale dell'interfaccia vengono riportati i risultati della ricerca, mentre nella parte destra viene raccolto (in uno specchietto stile Wikipedia) l'oggetto della ricerca e messo in relazione con le informazioni legate a lui ritenute importanti, basate anche su quello che è stato ricercato dagli utenti passati e su quello raccolto dagli altri servizi Google, da Street View a Books, che potrebbe ritornare utile.
Nel post di presentazione si fa riferimento alla scienziata Marie Curie, e per sottolineare l'importanza delle relazione viene fatto l'esempio della famiglia di Matt Groening, i cui nomi sono stati poi riutilizzati per i personaggi del cartone che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
Già le associazioni che proteggono i diritti dei consumatori hanno puntato il dito contro l'azienda, ponendo domande fondamentali come che tipo di discipline sono state utilizzate per la privacy: argomento ancora scottante, visto i controlli degli organi istituzionali competenti dopo "l'unificazione normativa" scattata a inizio Aprile.
L'informazione contenuta all'interno dei dati della ricerca è fondamentale, e la loro mole cresce di giorno in giorno costringendo anche gli sviluppatori ad aggiornare l'algoritmo PageRank snellendolo con le tecniche di "Panda" e l'aggiornamento a "Google Instant".
Adesso c'è concentrazione e sviluppo per far arrivare la versione mobile del grafo di conoscenza su dispositivi mobili.
venerdì 18 maggio 2012
giovedì 17 maggio 2012
scare!
Esiste un tipo di malware chiamato dagli esperti "ransomware" o "scarware".
Il neologismo deriva dai termini inglesi "ware" (riscatto) e "scare" (paura), chi ha la sfortuna di incontrare questo tipo di software si ritrova davanti una mail che gli "suggerisce" di pagare immediatamente una somma di denaro in merito ad un fittizio comportamento illecito da parte dell'utente nei confronti di un'azienda.
Ultimamente a dover farne i conti è stata la SIAE, costretta a smentire riguardo al coinvolgimento in questo tipo di "danno" nei confronti del semplice cittadino.
Un'altra azienda che ha dovuto fare i conti conil malware è stata la Symantec, costretta a difendersi da una vera e propria class-action avviata in California dal cliente James Gross, che aveva accusato l'azienda nel Gennaio 2012 di avere praticato delle scorrettezze commerciali.
Insomma, lo scareware si presenta come "portatore" di sventura su entrambe le parti, visto che la classica azienda non vuole assolutamente perdere la fiducia con i suoi utenti.
finestra di dialogo di "SpySheriff", che spaventava l'utente dicendogli di avere trovato file infetti nel suo pc.
Il neologismo deriva dai termini inglesi "ware" (riscatto) e "scare" (paura), chi ha la sfortuna di incontrare questo tipo di software si ritrova davanti una mail che gli "suggerisce" di pagare immediatamente una somma di denaro in merito ad un fittizio comportamento illecito da parte dell'utente nei confronti di un'azienda.
Ultimamente a dover farne i conti è stata la SIAE, costretta a smentire riguardo al coinvolgimento in questo tipo di "danno" nei confronti del semplice cittadino.
Un'altra azienda che ha dovuto fare i conti conil malware è stata la Symantec, costretta a difendersi da una vera e propria class-action avviata in California dal cliente James Gross, che aveva accusato l'azienda nel Gennaio 2012 di avere praticato delle scorrettezze commerciali.
Insomma, lo scareware si presenta come "portatore" di sventura su entrambe le parti, visto che la classica azienda non vuole assolutamente perdere la fiducia con i suoi utenti.
finestra di dialogo di "SpySheriff", che spaventava l'utente dicendogli di avere trovato file infetti nel suo pc.
lunedì 19 marzo 2012
contenuti online e futuro tablet M.
Contenuti online, una sorta di "oro nero" della nostra epoca. Quello che ti rendeva ricco ai tempi del Klondike di Paperone adesso rimane sepolto nelle banche, mentre la vera miniera d'oro è l'informazione. Nello specifico quello che rimane "impigliato" nella distribuzione dell'informazione, ovvero l'advertising.
Servizi come Google Adwords sono ormai fonti di guadagno per il singolo blogger, ma nelle strutture social e anche nelle compagnie dei grossi motori di ricerca la pubblicità viene tradotta come una vera e propria guerra a chi vende l'informazione più fresca e coltivabile nel cervello della gente.
Ormai il divide tra la carta stampata e i bit è stato superato tanto tempo fa: azzardo 2010 qui in Europa, ma in America già dal 2009 potevamo trovare esperimenti online; tutto questo a discapito di redazioni che non potevano permettersi l'avanzare del web (in Francia è stato famoso il "rogo dei giornali" in pubblica piazza di una testata che ha dovuto chiudere i battenti). Adesso troviamo due categorie di Internettiani doc pronti a contendersi le collaborazioni con le testate storiche: Facebook in primis, ma seguita anche da AOL e da Yahoo!.
Notizia vuole che proprio la gente, complice anche l'assuefazione di link social di cui siamo ormai tutti sottomessi, in pieno 2012 supera la cifra del 57% di informazione online: battuto Google News e Yahoo! notizie per colpa di una rapida controllata alla nostra bacheca? Sembra proprio di sì, a giudicare dal fatto che il trend sia proprio in rapido aumento rispetto alle cifre del 2011.
AOL corre ai ripari comprando l'Huffington Post, Yahoo! sfodera collaborazioni quando non è impegnata a fare querele contro Facebook con ABC News. Per correttezza c'è anche da sottolineare l'importanza degli aggregatori di notizie (veri e propri punti nevralgici nelle reti di questo tipo): 27% è la loro fetta, mentre il 32% va ai motori di ricerca.
Insomma, settimana ricca anche per la Apple che ha presentato l' iPad3 (subito ribattezzato dai fan scontenti dal nome iPad HD per via del nuovo display Retina) e anche per il futuro tablet Microsoft su cui sarà supportato Windows 8: i produttori hardware stanno facendo la fila per gestire la competizione, e su tutte sta spuntando la finlandese Nokia che ha ammesso di "stare lavorando su un tablet rivoluzionario per l'utente, che andrà a diminuire il numero di tap necessari per gestire la comunicazione uomo-macchina". La Lenovo, invece, sempre per bigM starebbe lavorando su un dispositivo basato su chip Intel, anche se secondo i quotidiani online ci sarebbero conferme su IdeaPad Yoga, il device presentato allo scorso CES che ha sorpreso per il design: uno schermo con tastiera pieghevole, fino a raggiungere la forma di un vero e proprio tablet.
Servizi come Google Adwords sono ormai fonti di guadagno per il singolo blogger, ma nelle strutture social e anche nelle compagnie dei grossi motori di ricerca la pubblicità viene tradotta come una vera e propria guerra a chi vende l'informazione più fresca e coltivabile nel cervello della gente.
Ormai il divide tra la carta stampata e i bit è stato superato tanto tempo fa: azzardo 2010 qui in Europa, ma in America già dal 2009 potevamo trovare esperimenti online; tutto questo a discapito di redazioni che non potevano permettersi l'avanzare del web (in Francia è stato famoso il "rogo dei giornali" in pubblica piazza di una testata che ha dovuto chiudere i battenti). Adesso troviamo due categorie di Internettiani doc pronti a contendersi le collaborazioni con le testate storiche: Facebook in primis, ma seguita anche da AOL e da Yahoo!.
Notizia vuole che proprio la gente, complice anche l'assuefazione di link social di cui siamo ormai tutti sottomessi, in pieno 2012 supera la cifra del 57% di informazione online: battuto Google News e Yahoo! notizie per colpa di una rapida controllata alla nostra bacheca? Sembra proprio di sì, a giudicare dal fatto che il trend sia proprio in rapido aumento rispetto alle cifre del 2011.
AOL corre ai ripari comprando l'Huffington Post, Yahoo! sfodera collaborazioni quando non è impegnata a fare querele contro Facebook con ABC News. Per correttezza c'è anche da sottolineare l'importanza degli aggregatori di notizie (veri e propri punti nevralgici nelle reti di questo tipo): 27% è la loro fetta, mentre il 32% va ai motori di ricerca.
Insomma, settimana ricca anche per la Apple che ha presentato l' iPad3 (subito ribattezzato dai fan scontenti dal nome iPad HD per via del nuovo display Retina) e anche per il futuro tablet Microsoft su cui sarà supportato Windows 8: i produttori hardware stanno facendo la fila per gestire la competizione, e su tutte sta spuntando la finlandese Nokia che ha ammesso di "stare lavorando su un tablet rivoluzionario per l'utente, che andrà a diminuire il numero di tap necessari per gestire la comunicazione uomo-macchina". La Lenovo, invece, sempre per bigM starebbe lavorando su un dispositivo basato su chip Intel, anche se secondo i quotidiani online ci sarebbero conferme su IdeaPad Yoga, il device presentato allo scorso CES che ha sorpreso per il design: uno schermo con tastiera pieghevole, fino a raggiungere la forma di un vero e proprio tablet.
sabato 7 gennaio 2012
Chiamatelo SOPA
Verso la fine del 2011, dall'America è giunta una nuova battaglia per disciplinare una volta per tutte le pirateria, tanto scomoda a chi di diritti d'autore ci vive. Al centro del ciclone vi è il nuovo disegno di legge chiamato con l'acronimo di SOPA, ovvero Stop Online Piracy Act. Tutte le multinazionali protagonisti del mondo IT si sono mosse contro questa politica, partendo dai chiarimenti in merito nel cyber-spazio e per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alle nuove misure che il Congresso americano sta vagliando in questo periodo.
In cosa consiste SOPA? tratto da Wikipedia.it
"Lo Stop Online Piracy Act (SOPA), anche chiamato H.R.3261, è una proposta di legge presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato Lamar S. Smith, rappresentante del Distretto 21 del Texas[1], e da un gruppo di 12 sostenitori.
Lamar Smith, il deputato del parlamento degli Stati Uniti che ha sviluppato il disegno di legge H.R.3261
La legge, qualora venisse approvata nella stesura proposta, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti; al momento (dicembre 2011) la legge è in discussione presso la commissione giustizia del Congresso degli Stati Uniti.
La legge permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia ed ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d'autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, Paypal) d'intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito in questione e la richiesta agli Internet Service Provider di bloccare l'accesso al sito web.
La legge, qualora approvata, renderebbe lo streaming di contenuti vincolati da copyright un reato."
Insomma: i sostenitori di SOPA confermano l'idea che tutto questo serva per proteggere il diritto d'autore e mantenere il reddito che deriva dai profitti del copyright, mentre quelli contrari affermano che tutto ciò porterebbe alla paralisi di Internet facendo chiudere diversi progetti open-source che potrebbero dar noia alla multinazionale di turno.
Quindi basterebbe che un procuratore USA emani l'ordinanza di blocco agli ISP che risiedono in territorio americano (compresi anche i circuiti di pagamento), per buttare fuori da Internet i siti sgraditi.
sempre da Wikipedia:
"Il disegno di legge stabilisce anche un processo in due fasi per i titolari di diritti di proprietà intellettuale, al fine di garantire loro ristoro per i danni eventualmente arrecati da un sito dedicato alla violazione. Il titolare dei diritti deve prima informare, per iscritto, i servizi di pagamento ed i circuiti pubblicitari di cui si serve il sito; questi, a loro volta, devono poi inoltrare la notifica e sospendere i servizi di quel sito, a meno che il sito non fornisca una sorta di contro-notifica per spiegare perché non sia in violazione. Il titolare dei diritti può poi citare in giudizio il gestore del sito per alcune misure cautelative (contro di lui) se viene fornita una simile contro-notifica oppure se i servizi di pagamento o i circuiti pubblicitari non applicano la sospensione del servizio in assenza di una contro-notifica."
Il web, soprattutto quello nostrano, non è nuovo a queste situazioni. Ricordiamoci l'autocensura della sezione italiana di Wikipedia durante la discussione della legge-bavaglio (second edition) che il Parlamento stava vagliando. Attualmente la sezione americana di Google sta pensando di ristrutturare lo spazio per le ricerche web portandolo al nero-censura, mentre sulla piattaforma Tumblr sono apparsi già dei messaggi che illustrano i rischi che questo disegno potrebbe portare all'apparato centrale del sistema Internet. Reddit, ad esempio, potrebbe direttamente sparire proprio perchè gli utenti potrebbero postare dei materiali che le industrie dell'intrattenimento non potrebbero gradire.
Anche Mozilla ha deciso di contribuire per l'utenza finale sviluppando un addon per Firefox che permetterà all'utente di bypassare i blocchi DNS imposti dal disegno di legge. l'estensione, chiamata DeSopa, permetterà di instradare i vari IP verso dei router situati all'estero (sfruttando già la tecnica simile alle reti VPN e a MAFIAA Fire).
Nintendo e Sony, in prima linea a difesa di SOPA, hanno fatto marcia indietro visto quello che è successo con il registrar Go Daddy: i suoi utenti, per manifestare in maniera attiva il totale dissenso contro i vertici che appoggiavano il disegno di legge, hanno cominciato a migrare verso altre piattaforme facendo perdere il potere sul mercato del registrar stesso. Alla fine, resosi conto della reale potenzialità dei suoi utenti, Go Daddy decise di mare marcia indietro e di schierarsi dalla parte degli utenti.
Il columnist americano del New York Times David Carr citò la battaglia mossa dalle industrie per la distribuzione delle videocassette per ricordare un certo tipo di significato: se le industrie non si adattano all'evoluzione delle tecnologie, non possono far snaturare il progresso assumendo delle decisioni antiquate.
In cosa consiste SOPA? tratto da Wikipedia.it
"Lo Stop Online Piracy Act (SOPA), anche chiamato H.R.3261, è una proposta di legge presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato Lamar S. Smith, rappresentante del Distretto 21 del Texas[1], e da un gruppo di 12 sostenitori.
Lamar Smith, il deputato del parlamento degli Stati Uniti che ha sviluppato il disegno di legge H.R.3261
La legge, qualora venisse approvata nella stesura proposta, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti; al momento (dicembre 2011) la legge è in discussione presso la commissione giustizia del Congresso degli Stati Uniti.
La legge permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia ed ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d'autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, Paypal) d'intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito in questione e la richiesta agli Internet Service Provider di bloccare l'accesso al sito web.
La legge, qualora approvata, renderebbe lo streaming di contenuti vincolati da copyright un reato."
Insomma: i sostenitori di SOPA confermano l'idea che tutto questo serva per proteggere il diritto d'autore e mantenere il reddito che deriva dai profitti del copyright, mentre quelli contrari affermano che tutto ciò porterebbe alla paralisi di Internet facendo chiudere diversi progetti open-source che potrebbero dar noia alla multinazionale di turno.
Quindi basterebbe che un procuratore USA emani l'ordinanza di blocco agli ISP che risiedono in territorio americano (compresi anche i circuiti di pagamento), per buttare fuori da Internet i siti sgraditi.
sempre da Wikipedia:
"Il disegno di legge stabilisce anche un processo in due fasi per i titolari di diritti di proprietà intellettuale, al fine di garantire loro ristoro per i danni eventualmente arrecati da un sito dedicato alla violazione. Il titolare dei diritti deve prima informare, per iscritto, i servizi di pagamento ed i circuiti pubblicitari di cui si serve il sito; questi, a loro volta, devono poi inoltrare la notifica e sospendere i servizi di quel sito, a meno che il sito non fornisca una sorta di contro-notifica per spiegare perché non sia in violazione. Il titolare dei diritti può poi citare in giudizio il gestore del sito per alcune misure cautelative (contro di lui) se viene fornita una simile contro-notifica oppure se i servizi di pagamento o i circuiti pubblicitari non applicano la sospensione del servizio in assenza di una contro-notifica."
Il web, soprattutto quello nostrano, non è nuovo a queste situazioni. Ricordiamoci l'autocensura della sezione italiana di Wikipedia durante la discussione della legge-bavaglio (second edition) che il Parlamento stava vagliando. Attualmente la sezione americana di Google sta pensando di ristrutturare lo spazio per le ricerche web portandolo al nero-censura, mentre sulla piattaforma Tumblr sono apparsi già dei messaggi che illustrano i rischi che questo disegno potrebbe portare all'apparato centrale del sistema Internet. Reddit, ad esempio, potrebbe direttamente sparire proprio perchè gli utenti potrebbero postare dei materiali che le industrie dell'intrattenimento non potrebbero gradire.
Anche Mozilla ha deciso di contribuire per l'utenza finale sviluppando un addon per Firefox che permetterà all'utente di bypassare i blocchi DNS imposti dal disegno di legge. l'estensione, chiamata DeSopa, permetterà di instradare i vari IP verso dei router situati all'estero (sfruttando già la tecnica simile alle reti VPN e a MAFIAA Fire).
Nintendo e Sony, in prima linea a difesa di SOPA, hanno fatto marcia indietro visto quello che è successo con il registrar Go Daddy: i suoi utenti, per manifestare in maniera attiva il totale dissenso contro i vertici che appoggiavano il disegno di legge, hanno cominciato a migrare verso altre piattaforme facendo perdere il potere sul mercato del registrar stesso. Alla fine, resosi conto della reale potenzialità dei suoi utenti, Go Daddy decise di mare marcia indietro e di schierarsi dalla parte degli utenti.
Il columnist americano del New York Times David Carr citò la battaglia mossa dalle industrie per la distribuzione delle videocassette per ricordare un certo tipo di significato: se le industrie non si adattano all'evoluzione delle tecnologie, non possono far snaturare il progresso assumendo delle decisioni antiquate.
giovedì 29 dicembre 2011
quello da ricordare, del 2011
Ci sono state diverse storie, alcune delle quali chiudono un'era di sogni, guerre e vittorie; altre invece sono appena iniziate.
La notizia che ha dominato l'intero 2011, secondo molti, è stata la scoperta delle caratteristiche dei neutrini, risultati più veloci della luce (qui in Italia poi, la notizia si è legata alla famosa gaffe del tunnel Gelmini).
I dati, diffusi inizialmente dalla collaborazione OPERA CERN-INFN e successivamente pubblicati su arXiv, hanno innescato una serie di reazioni da parte della comunità scientifica, che ha contestato i risultati. La principale fonte di dubbio era legata alla "partenza": essi infatti impiegano del tempo per abbandonare totalmente l'acceleratore (la partenza dura 10.500 nanosecondi). Dubbi poi spariti in seguito ai nuovi test effettuati, poichè i "pacchetti" di neutrini sono compresi in 3 nanosecondi e spaziati tra di loro di 524 nanosecondi.
Una misura così delicata ha profonde implicazioni per la fisica e richiede un eccezionale livello di approfondimento. Ma la parola decisiva può arrivare solo da esperimenti analoghi in altre parti del mondo", affermano i ricercatori.
A inizio dicembre sono iniziati i lavori negli Stati Uniti, e in Giappone dovrebbero iniziare il prossimo anno.
Nel Gran Sasso, intanto, si continua a lavorare per calibrare al meglio altri rivelatori che si occuperanno della cattura dei neutrini. Posizionati sotto 1.400 metri di roccia, saranno dotati di macchinari per misurare soprattutto "il tempo" di velocità delle particelle.
Poi c'è stata un'altra scoperta, targata NASA: il pianeta gemello della Terra, Kepler-22b. Questo corpo celeste ruota attorno al suo sole in 290 giorni, e il suo raggio è 2,4 volte quello terrestre. Ma la cosa che lo rende più interessante è la distanza che ha dalla sua stella: in una distanza simile a metà strada tra Venere e Terra, sarebbe in grado di ospitare acqua allo stato liquido. Osservabile dalla Terra solo all'inizio dell'autunno e in primavera; inoltre
grande contributo nella scoperta è dato dal telescopio spaziale Spitzer.
Questa scoperta è il frutto della missione Kepler, che va a caccia di pianeti abitabili (come profetizzato da Hawking per salvare la razza umana). Oltre Keplero sono stati trovati altri 2.325 pianeti potenzialmente abitabili. Tra questi, 207 hanno dimensioni simili a quelli Terrestri, 680 sono delle Super-Terre, 1.181 sono simili a Nettuno, 203 sono delle fotocopie di Giove e 55 sono più grandi di esso.
Verso fine Luglio, un altro pezzo di storia stava per formarsi. "Houston, missione compiuta": alle 5,57 del mattino è arrivata la parola "fine" per l'era degli Shuttle. L'Atlantis è tornato sulla terra riportando a casa il capitano Chris Ferguson, Sandy Magnus, Rex Walheim e il pilota Doug Hurley. L'era in questione è nata il 12 aprile 1981, quando il primo Shuttle partì dalla rampa di lancio di Cape Canaveral, dopo che 20 anni erano passati dal primo volo di un'astronauta, Yuri Gagarin. Un'era che ha vissuto due tragedie: una nel 28 gennaio 1986, quando il Challenger esplose in volo, durante la diretta televisiva; l'altra nel 2003, quando il Columbia si disintegrò durante la fase di rientro nell'atmosfera.
La crisi economica ha reso i costi insostenibili, per cui si sono dovute utilizzare le navette spaziali per il doppio del tempo per cui erano state progettate.Per raggiungere la stazione spaziale internazionale gli americani si affideranno alle navicelle russe Soyuz e utilizzare la base di Bajkonur, Kazhakistan.
Insomma, ci sono state tante altre storie in questo 2011 (la restrizione del campo di ricerca del Bosone di Higgs, la ricostruzione del genoma dei Neanderthal, la conferma ufficiale del riscaldamento climantico), che porteranno nuove conoscenze nel futuro prossimo venturo.
La notizia che ha dominato l'intero 2011, secondo molti, è stata la scoperta delle caratteristiche dei neutrini, risultati più veloci della luce (qui in Italia poi, la notizia si è legata alla famosa gaffe del tunnel Gelmini).
I dati, diffusi inizialmente dalla collaborazione OPERA CERN-INFN e successivamente pubblicati su arXiv, hanno innescato una serie di reazioni da parte della comunità scientifica, che ha contestato i risultati. La principale fonte di dubbio era legata alla "partenza": essi infatti impiegano del tempo per abbandonare totalmente l'acceleratore (la partenza dura 10.500 nanosecondi). Dubbi poi spariti in seguito ai nuovi test effettuati, poichè i "pacchetti" di neutrini sono compresi in 3 nanosecondi e spaziati tra di loro di 524 nanosecondi.
Una misura così delicata ha profonde implicazioni per la fisica e richiede un eccezionale livello di approfondimento. Ma la parola decisiva può arrivare solo da esperimenti analoghi in altre parti del mondo", affermano i ricercatori.
A inizio dicembre sono iniziati i lavori negli Stati Uniti, e in Giappone dovrebbero iniziare il prossimo anno.
Nel Gran Sasso, intanto, si continua a lavorare per calibrare al meglio altri rivelatori che si occuperanno della cattura dei neutrini. Posizionati sotto 1.400 metri di roccia, saranno dotati di macchinari per misurare soprattutto "il tempo" di velocità delle particelle.
Poi c'è stata un'altra scoperta, targata NASA: il pianeta gemello della Terra, Kepler-22b. Questo corpo celeste ruota attorno al suo sole in 290 giorni, e il suo raggio è 2,4 volte quello terrestre. Ma la cosa che lo rende più interessante è la distanza che ha dalla sua stella: in una distanza simile a metà strada tra Venere e Terra, sarebbe in grado di ospitare acqua allo stato liquido. Osservabile dalla Terra solo all'inizio dell'autunno e in primavera; inoltre
grande contributo nella scoperta è dato dal telescopio spaziale Spitzer.
Questa scoperta è il frutto della missione Kepler, che va a caccia di pianeti abitabili (come profetizzato da Hawking per salvare la razza umana). Oltre Keplero sono stati trovati altri 2.325 pianeti potenzialmente abitabili. Tra questi, 207 hanno dimensioni simili a quelli Terrestri, 680 sono delle Super-Terre, 1.181 sono simili a Nettuno, 203 sono delle fotocopie di Giove e 55 sono più grandi di esso.
Verso fine Luglio, un altro pezzo di storia stava per formarsi. "Houston, missione compiuta": alle 5,57 del mattino è arrivata la parola "fine" per l'era degli Shuttle. L'Atlantis è tornato sulla terra riportando a casa il capitano Chris Ferguson, Sandy Magnus, Rex Walheim e il pilota Doug Hurley. L'era in questione è nata il 12 aprile 1981, quando il primo Shuttle partì dalla rampa di lancio di Cape Canaveral, dopo che 20 anni erano passati dal primo volo di un'astronauta, Yuri Gagarin. Un'era che ha vissuto due tragedie: una nel 28 gennaio 1986, quando il Challenger esplose in volo, durante la diretta televisiva; l'altra nel 2003, quando il Columbia si disintegrò durante la fase di rientro nell'atmosfera.
La crisi economica ha reso i costi insostenibili, per cui si sono dovute utilizzare le navette spaziali per il doppio del tempo per cui erano state progettate.Per raggiungere la stazione spaziale internazionale gli americani si affideranno alle navicelle russe Soyuz e utilizzare la base di Bajkonur, Kazhakistan.
Insomma, ci sono state tante altre storie in questo 2011 (la restrizione del campo di ricerca del Bosone di Higgs, la ricostruzione del genoma dei Neanderthal, la conferma ufficiale del riscaldamento climantico), che porteranno nuove conoscenze nel futuro prossimo venturo.
mercoledì 28 dicembre 2011
futuro quantistico
Computer quantistico? ancora troppo presto, per le tecnologie di cui dispone l'uomo attualmente. Tuttavia, i ricercatori della Air Force USA hanno adottato i principi degli ologrammi, applicandoli a dispositivi attualmente in commercio. Il risultato potrebbe porre basi per delle ricerche future nel mondo quantistico. Nel particolare, si prevede l'uso degli interferometri che usano lo stato quantico dei fotoni per leggere (e scrivere) le informazioni, un setup che sfrutta proprio la capacità nel lavoro di coppia con gli interferometri.
Il vetro temperato della OptiGrade è il secondo elemento utilizzato. Il dispositivo serve per congelare lo stato dei fotoni (che spunta dall'utilizzo degli interferometri) senza correre il rischio di dispersione dovuto alla scarsa capacità di interazione dei fotoni.
Il supercalcolo desiderato è anche lo scopo per cui si cercano di ricreare i giusti elementi di base (ovvero i qubit, particelle capaci di ritenere l'informazione digitale in maniera stabile). Nella Rice University (Texas) si cerca di sperimentare la possibilità di usare un tipo di "quantum computer topologico" che utilizza qubit che non decadono.
E cosa bisogna utilizzare per non farli decadere? bisogna trovare il fermiore di Majorana, l'elemento teorizzato nel 1937 dallo scienziato italiano che riassume dentro di sè l'equilibrio perfetto della particella e dell'antiparticella.
Una coppia quantistica "perfetta".
I fermioni costituirebbero un elemento ideale, secondo gli americani: per poterlo trovare si cerca di utilizzare un isolante topologico, ovvero un componente che farebbe da isolante ma che allo stesso tempo lascerebbe passare la carica elettrica sulla sua superficie.
Con questa unione dovrebbero apparire i "fermioni qubit", proprio al confine tra il materiale isolante e il superconduttore.
Il vetro temperato della OptiGrade è il secondo elemento utilizzato. Il dispositivo serve per congelare lo stato dei fotoni (che spunta dall'utilizzo degli interferometri) senza correre il rischio di dispersione dovuto alla scarsa capacità di interazione dei fotoni.
Il supercalcolo desiderato è anche lo scopo per cui si cercano di ricreare i giusti elementi di base (ovvero i qubit, particelle capaci di ritenere l'informazione digitale in maniera stabile). Nella Rice University (Texas) si cerca di sperimentare la possibilità di usare un tipo di "quantum computer topologico" che utilizza qubit che non decadono.
E cosa bisogna utilizzare per non farli decadere? bisogna trovare il fermiore di Majorana, l'elemento teorizzato nel 1937 dallo scienziato italiano che riassume dentro di sè l'equilibrio perfetto della particella e dell'antiparticella.
Una coppia quantistica "perfetta".
I fermioni costituirebbero un elemento ideale, secondo gli americani: per poterlo trovare si cerca di utilizzare un isolante topologico, ovvero un componente che farebbe da isolante ma che allo stesso tempo lascerebbe passare la carica elettrica sulla sua superficie.
Con questa unione dovrebbero apparire i "fermioni qubit", proprio al confine tra il materiale isolante e il superconduttore.
martedì 27 dicembre 2011
multa da Apple
In questi ultimi giorni del 2011, l'Antitrust ha multato l'azienda Apple per 900mila euro.
A quanto risulta dal comunicato fatto partito dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l'azienda ha stoccato nelle pratiche commerciali, risultate scorrette.
L'inchiesta che ha coinvolto Cupertino è partita dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), che ha aperto il procedimento istruttorio nei confronti dei rivenditori Apple Retail Italia Srl, Apple Italia Srl e Apple Sales International. Le società in questione dovranno pubblicare una nota informativa sul sito apple.com, mentre la terza (Apple Sales International) dovrà adeguare entro 90 giorni le confezioni di vendita dei servizi AppleCare Protection Plan.
L'accusa principale è che la Apple offrirebbe per i suoi prodotti una garanzia limitata ad un anno, che non riflette la normativa italiana che di anni di garanzia ne prevede due: l'antitrust ha appurato gli elementi necessari per stabilire che le tre società del gruppo( Apple Sales International, Apple Italia Srl e Apple Retail Italia) hanno applicato due distinte pratiche commerciali scorrette:
- "presso i propri punti vendita e/o sui siti Internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell'acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumo, ostacolando l'esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di 1 anno". Pena pecunaria di 400.000 euro.
- "le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull'esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la copertura del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del Consumo". Pena di 500.000 euro.
A quanto risulta dal comunicato fatto partito dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l'azienda ha stoccato nelle pratiche commerciali, risultate scorrette.
L'inchiesta che ha coinvolto Cupertino è partita dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), che ha aperto il procedimento istruttorio nei confronti dei rivenditori Apple Retail Italia Srl, Apple Italia Srl e Apple Sales International. Le società in questione dovranno pubblicare una nota informativa sul sito apple.com, mentre la terza (Apple Sales International) dovrà adeguare entro 90 giorni le confezioni di vendita dei servizi AppleCare Protection Plan.
L'accusa principale è che la Apple offrirebbe per i suoi prodotti una garanzia limitata ad un anno, che non riflette la normativa italiana che di anni di garanzia ne prevede due: l'antitrust ha appurato gli elementi necessari per stabilire che le tre società del gruppo( Apple Sales International, Apple Italia Srl e Apple Retail Italia) hanno applicato due distinte pratiche commerciali scorrette:
- "presso i propri punti vendita e/o sui siti Internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell'acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumo, ostacolando l'esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di 1 anno". Pena pecunaria di 400.000 euro.
- "le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull'esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la copertura del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del Consumo". Pena di 500.000 euro.
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